Nel corso dell’ultimo anno mi è capitato diverse volte di leggere qualche pagina dei più svariati libri che raccontano la storia della pallacanestro – come il manuale di Mario Arceri, o le biografie di alcune eccellenti giocatrici – tipo quella di Nidia Pausich, e più di qualche altra volta mi è capitato di parlare di fatti e aneddoti della storia della basket in Italia, magari il tutto abbellito dal trovarmi in giro per l’Europa a seguire qualche gara.
Questo articolo nasce in realtà molto tempo fa, nella sua idea, ma come sempre ha trovato compimento solo ora, rinvigorita anche sicuramente dalla visita al MUBIT a Bologna, oltre ad un paio di altre faccende.
Ideato proprio come una linea del tempo della storia di TUTTA la pallacanestro nel nostro paese, indipendentemente dal genere o dalla serie; una storia che è ormai lunga quasi 120 anni, con la Federazione che ha già festeggiato il secolo di esistenza, e che sicuramente si fatica a ricordare tutta anche per i più avvezzi, data la complessità della stessa.
È stato un percorso di studio interessante e non sempre facile. Man mano che le ore di ricerca e stesura si accumulavano diventa inoltre chiaro che questo non potesse essere un solo pezzo, altrimenti di fastidiosa lettura e soprattutto consultazione nel futuro.
Come scopriremo a breve l’evoluzione della pallacanestro nel nostro Paese segue nei primi passi la Storia, con due guerre mondiali nel mezzo, in un fervore che porta ad un susseguirsi quasi frenetico nel minor tempo possibile di avvenimenti fino all’istituzione della FIP, vivendo poi altri attimi di spaccatura e di cambiamenti invece più lenti, in linea poi anche con i movimenti internazionali. Abbiamo annate in cui si è quasi completamente rivoluzionato il sistema e poi pause di assestamento.
Basti pensare poi, parlando di evoluzione, a come ad esempio il basket fino a davvero pochi decenni fa fosse tutto tranne che uno sport veloce, e come le prime stagioni di gioco non erano tali a quelle che oggi conosciamo ma spesso, soprattutto le coppe europee più avanti finchè il numero di partecipanti non diventò tale da dover allungare i tempi, si giocava un campionato per anno solare e non a cavallo fra due.
La soluzione più conveniente è stata quella allora di dividere in due il racconto.
Questo primo articolo racconterà le vicende dalla primissima volta, nel 1907, fino alla fine degli anni 60, dividendo la storia se vogliamo in un’era antica e poi una più moderna fatta anche di cambiamenti ideali, forse un po’ meno romantici come sono quelli dei primi anni.
Qua e là anche qualche foto per imprimere a mente volti e fatti di questo secolo.
Spero quindi che vi possa risultare interessante tanto quanto lo è stato per me!
Nonostante le lunghe e più accurate possibili ricerche, potrebbe essermi anche sfuggito qualche momento interessante che merita invece di essere inserito.
Se volete quindi per note a margine, delucidazioni o altro siete i benvenuti (e mi farebbe davvero piacere in ogni caso) a commentare sotto nell’apposito spazio.
Se invece sono cose più lunghe e complesse trovate tutti i miei contatti nella pagina adibita.
Buona scoperta!
1907 ●
Nasce la pallacanestro in Italia e veste l’abito femminile.
Nel 1907 Ida Nomi Venerosi Pesciolini insegna questo nuovo sport alle sue ragazze della Ginnastica Mens Sana in Corpore Sano Siena. Ricevuto il manuale ufficiale di Naismith probabilmente da degli inglesi, fu la prima a tradurre i 13 punti del regolamento(1892).
Il 27 aprile del 1907 a Siena tenta di organizzare un evento di presentazione che poi salta per mancanza di spazi, e la prima partita ufficiale di palla al cerchio (così nominata dalla Pesciolini) in Italia si gioca a maggio dello stesso anno al Concorso nazionale di ginnastica di Venezia, addirittura davanti al Re Vittorio Emanuele III e consorte.
Chiaramente il gioco presentava delle regole ben diverse rispetto a quelle di oggi ma anche a ciò che già nel resto d’europa s’era visto.



1912 ●
Il gioco della palla al cerchio viene inserito ufficialmente tra i “giochi scolastici femminili”.
Ciò che ancora ne blocca l’espansione è principalmente l’origine americana ed evangelica di Naismith e della YMCA stessa, contro cui si poneva nel nostro paese proprio il Vaticano.
Inoltre questo sport veniva considerato qualcosa di leggero e poco virile e quindi adatto a sole giovanette, in un periodo storico poi in cui le donne ancora non possono partecipare agli eventi sportivi internazionali; resta quindi di nicchia e dalla popolazione viene praticato quasi di contrabbando fino al termine del conflitto.
1915-1918 ●
Guido Graziani
Nato a Roma ma trasferito in America, seguì i passi di Naismith nei suoi studi laureandosi in educazione fisica proprio allo Springfield College, dove imparò le regole di gioco di basket, baseball e alcuni altri sport novità. Come Naismith divenne anche predicatore per la YMCA.
Tornò in Italia allo scoppio del conflitto mondiale e fu arruolato come istruttore atletico per l’esercito italiano.
Nel triennio, proprio tra le fila degli invece virilissimi soldati, grazie all’appoggio dei volontari americani che portavano con sé anche materiali di gioco, la pallacanestro diventò in breve popolarissima con sfide tra reparti allo scopo “di preservare la salute fisica e psichica dei soldati”.
1919 ●
I primi passi ufficiali…
Terminata la guerra, a Roma Graziani fonda la prima sede della YMCA che, ancora una volta, oltre agli insegnamenti religiosi si occupa di trasmettere le nozioni del basketball.
L’istituto americano si espande e arriva forte anche in Lombardia, in particolare a Milano, con la società atletica Wilsoniana e le palestre della scuola privata Cavalli e Conti, i cui allievi fonderanno poi l’Associazione Studenti Sportivi Italiani.
La data fondamentale per la storia fu quella della prima gara ufficiale maschile organizzata proprio da Graziani: l’8 giugno 1919 le due squadre militari Automobilisti di Monza e Aviatori della Malpensa si sfidarono al fine di qualificarsi ai Giochi Olimpici Interalleati, con tanto di opuscoli con storia e regole del gioco da distribuire alla popolazione, raccoltasi in gran numero per l’arrivo del Giro d’Italia.
Non la prima sfida fra le compagini, ma questa terminò sul particolare 11-11 – già accordato – per permettere a tutti i ragazzi in campo di partecipare alle olimpiadi militari.
➤ A Parigi la Nazionale dell’Esercito, con il capitano Arrigo Paolo Muggiani, arrivò addirittura seconda, perdendo la finale 57-17 contro gli stessi USA; questo risultato portò subito alla creazione di un campionato militare di basket ball nel nostro paese.
La prima società a vincere l’ufficioso scudetto fu la Forza e Coraggio Costanza Brescia


1920 ●
… e nella società.
Il basket ball, come viene detto, è ancora affare della società militare ora di tendenza fascista e, nonostante il primo campionato dell’autunno precedente, viene praticato ancora alternativamente – quasi come un allenamento – ad altri sport, soprattutto il rugby, sia per gli uomini che per le donne.
Nello stesso anno il medaglia d’oro olimpica e prof di ginnastica Manlio Pastorini pubblica un libro che, in linea coi tempi di insorgenza fascista, vuol far diventare la disciplina invenzione tutta italica; questo falso storico nero su bianco serve però a difondere ancora di più i concetti della palla al cesto tra gli studenti e la popolazione.
Lo stesso, con l’appoggio della Reale Federazione Ginnastica d’Italia, organizza ancora una volta nel concorso ginnico di Venezia, a maggio, il primo torneo per civili a cui partecipano 8 società, alcune ancora ora di grande rilievo: Reyer Venezia, Ginnastica Libertas Firenze, Pro Lissone, Club Sportivo Firenze, Forza e Coraggio Brescia, Stamura Ancona, S.E.F. Costanza Milano, Istituto Tecnico Firenze.
➤ Con il successo della competizione la RFGI prende sotto le proprie ali la gestione della pallacanestro, fattore che sarà più fondamentale per la compagine femminile nel corso del decennio, organizzando comunque competizioni nazionali.
1921 ●
La firma su carta: nasce la FIB.
La Federginnastica guida ancora la pallacanestro ma una mala assegnazione della gestione alla Pro Lissone fa saltare i campionati civili di tutto l’autunno ‘21; le società Lombarde e Piemontesi decidono quindi con il pretesto di prendere le distanze dalla RFGI. Il processo parte a settembre e i passi ufficiali vengono mossi da una trentina di delegati dei team lombardi nella birreria Spaten di Milano, già sede dell’AC Milan.
Il 2 novembre 1921 viene scritto lo statuto e fondata la Federazione Italiana Basketball, formata da 10 club: Assi, Internazionale, Sef “Costanza”, Unione Sportiva Milanese, “Forza e Coraggio” Milano, Ricreatori laici Milano, Gruppo sportivo “Marelli” Sesto San Giovanni, “Juvenilia” Milano, “Sempre Uniti” Milano, Veloce Club Milano, che già dall’8 dello stesso mese scendono in campo nel primo campionato federale.
Il 21 dicembre i club si riuniscono per votare all’unanimità Arrigo Muggiani come primo presidente della FIB.
Inizia così una storia che nei futuri 100 anni sarà in costante evoluzione senza mai abbandonare il nostro paese.
1922 ●
Nell’autunno del 22 nasce l’istituzione del Campionato Nazionale di pallacanestro, i cui primi sei titoli verranno tutti vinti da squadre milanesi, in particolare dall’ASSI.
Le squadre sono ancora composte da soli 5 giocatori per diletto di cui uno spesso è anche allenatore, visto che le regole iniziali non prevedevano la possibilità di cambi. Si esce dopo 4 falli e non esistono ancora regole precise sul possesso palla e non ci sono limiti di tempo per le azioni. Addirittura erano autorizzati due passi prima di effettuare il palleggio (che, assieme al passaggio, erano comunque regole obbligatorie di Naismith).
Si parla già però di ruoli, distinguendo centro da guardie e ali.
1923 ●
La pallacanestro femminile continua il suo lento percorso, con le protagoniste migliori nella Pro Patria di Busto Arsizio. La fondatrice del team, Matilde Candiani, affermava che – siccome anche secondo le regole di Naismith “Il basket era uno sport non violento” – per questo “con la sua armonia è adatto alla grazia femminile” auspicando che diventasse lo sport da donne per definizione.
➤ Nel maggio del 23 viene fondata la Federazione Italiana Atletica Femminile, all’interno della quale rientrava anche il gioco della pallacanestro.
➤ Graziani nel frattempo organizza i primi corsi per arbitri e allenatori.
1924 ●
Viene giocato a tutti gli effetti il primo campionato nazionale femminile, che vede nuovi nomi entrare nel panorama della palla a spicchi, con le società ginniche che non si trovano più solo a Milano. Il primo campionato non ufficiale viene vinto infatti dalla Ginnastica Torino.
Nonostante la divisione anche per gli uomini molte squadre nascono all’interno delle società ginniche, come Costanza Milano, Ginnastica Roma, Società Ginnastica Pavese, Ginnastica Triestina, Costantino Reyer Venezia, Ginnastica Senese, Virtus Bologna.


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1925 ●
La FIB diventa FIPAC come Federazione italiana palla al cesto, con il governo fascista che tentava di italianizzare tutto il più possibile.
1926 ●
La nazionale.
Sempre a Milano il primo nucleo della Nazionale Italiana – maschile – di basket vede la luce, con allenatore Muggiani (fratello dell’ex presidente). La prima gara ufficiale viene giocata il 26 aprile contro la Francia, vincendo 23-17. Il quintetto era composto da: Canevini, Valli, Valera, Brocca, Ortelli.
L’Italia non giocava ancora in azzurro ma con maglie bianche e lo stemma dei Savoia sul petto.
Non vi sono molte notizie a dire il vero sulle motivazioni e sul come si arrivò a questa nascita, ma semplicemente fu la normale continuazione di una storia, anche un po’ in ritardo rispetto ad altre nazioni che già presentavano le proprie nazionali civili.

1928 ●
Le norme fasciste.
Il regime impone regole ben precise per il controllo della società anche e soprattutto attraverso lo sport, con l’Opera Balilla e il Dopolavoro. Di positivo c’è il maggior numero di insegnanti resi disponibili e la costruzione di nuove palestre multifunzionali in tutto il paese. Sono diverse le società che nascono in questo periodo, per via di una regola sul numero di team possibili per città. Inoltre la sede viene forzatamente spostata da Milano a Roma, alla Cecchignola.
Per la prima volta il campionato viene vinto da una squadra non di Milano, si tratta della Ginnastica Roma.
1930 ●
➤ La FIBAC diventa definitivamente FIP in Federazione Italiana Palla al canestro (poi accorciato), e arriva anche il riconoscimento del CONI.
A questo punto della storia le società iscritte sono diventate 74 con oltre 2000 atleti tesserati.
➤ La FIP organizza il primo ufficiale Campionato Nazionale Femminile, che viene vinto dalla Ginnastica Triestina, vero apripista della formazione cestistica italiana.
Nonostante prendesse piede anche nel sud italia, per esempio con le forze di Napoli, anche in questo caso i campionati del primo decennio vennero vinti quasi tutti dalla squadra di Milano.
➤ Si ha anche l’esordio della Nazionale Femminile, ancora a Parigi.
Le prime azzurre/bianco sono Martini, Borsani, Faccio, Polazzo, Morris e addirittura due riserve non entrate, Cassovel e Capozzi. Allenatore Bosco.
➤ Viene organizzato anche il primo campionato di secondo livello, chiamato Prima Divisione (il campionato maggiore veniva definito Divisione Nazionale).
Nonostante gli anni trascorsi però le strutture restano ancora arretrate: i campi sono quasi tutti all’aperto, spesso su terra battuta, i tabelloni sono di legno e la palla ha dimensioni e pesi differenti. Le uniche società con campo al coperto sono Trieste, Reyer Venezia e Virtus Bologna
1931 ●
➤ A capo della Federazione viene eletto il conte Giorgio Asinari di San Marzano, che contribuì all’evoluzione dello sport con l’istituzione dei campionati giovanili per ragazzi e ragazze fra i 18 e i 21 anni, chiamati rispettivamente Avanguardisti e Giovani Italiane.
➤ I campionati nazionali maggiori nel frattempo proseguono, anche se in tutti gli anni a seguire saranno organizzati con un numero di squadre e una modalità differente, ma di norma si gioca con due gironi.
Per quasi tutti gli anni 30 la migliore squadra risulterà essere la Ginnastica Triestina.
1932 ●
Nasce la FIBA.
Il 18 giugno a Ginevra viene firmato lo statuto della Federazione internazionale, e fra le prime federazioni nazionali fondatrici c’è anche la nostra.
Le altre sono Cecoslovacchia, Grecia, Lituania, Portogallo, Romania e Svizzera per l’Europa, con l’unione anche dell’Argentina. Gli USA firmeranno solo due anni più tardi.
La nascita della FIBA porta anche all’introduzione della linea di metà campo e di conseguenza della regola dell’infrazione, per uniformare tutti i campi.
➤ Si giocano le Olimpiadi a Los Angeles e l’Italia invia solo la nazionale maschile. Le ragazze non poterono partecipare per via dell’intromissione del Vaticano: la pallacanestro piaceva ed era incentivata fra le ragazze, ma solo con motivazioni igienico educative volte a formare con grazia e eleganza del gioco i futuri angeli del focolare.

1936 ●
La nazionale maschile partecipa per la prima volta alle Olimpiadi di Berlino, con Graziani come capo allenatore.
È anche la prima olimpiade in cui la pallacanestro viene riconosciuta come sport ufficiale di gioco.
1937 ●
➤ La Nazionale maschile vince l’argento alla seconda edizione degli Europei, in Lituania, la prima medaglia di molte. Il team era composto da 10 giocatori: Bessi, Dondi Dall’Orologio, Franceschini, Giassetti, Marinelli, Marinone, Paganella, Pasquini, Pelliccia, Varisco, allenati da Decio Scuri e Vittorio Ugolini.
➤ Nasce la denominazione di Campionato di Serie A, a 10 squadre con girone unico.
Troviamo poi in ordine: secondo livello nominato Serie B e terzo livello nominato Prima Divisione.

1938 ●
La Nazionale Feminile di pallacanestro supera i compagni e vince il primo oro di federazione, agli Europei di Roma giocati a Villa Borghese, battendo la Francia 34-19.
È la primissima edizione per la pallacanestro in rosa.
Il team è composto dalle sorelle Bertolini Bruna e Nerina, Annamaria Giotto, Anita Falcidieno, Flaminia Theodoli, Vittoria Ceriana Mayneri, Giovanna Bortolato, Pia Puntar, Piera Verri, Elisa Cenci, All. Silvio Longhi
Le atlete di molte nazioni giocavano già con i pantaloncini corti, ma in Italia, anche a causa del regime fascista, questo risultava impossibile; la divisa prevedeva camicette, scarpe da ginnastica e gonne pantalone sotto al ginocchio.
Ad oggi resta ancora, purtroppo, l’unica medaglia iridata vinta dalla compagine femminile.


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1939 ●
La serie A per la prima volta, dopo l’introduzione recente del girone unico, prevede anche le partite di ritorno.
1940-1945 ●
Seconda guerra mondiale
➤ Nei primi anni del conflitto i campionati proseguono, con Trieste e Reyer che si distribuiscono gli scudetti, prima dell’inevitabile stop a causa dell’indurirsi della guerra. Questo porterà anche alla dismissione di moltissime società, create ad hoc dalle norme fasciste (come i GUF), richiedendo quindi un riassestamento completo del panorama.
➤ Nel 40/41 il campionato di Divisione Nazionale Femminile parte con ben 17 squadre iscritte, vinto poi dal GUF Napoli.
➤ L’arrivo ancora una volta dei soldati americani in europa e nel nostro paese ha di positivo il perfezionamento del gioco e della tecnica, con la pallacanestro che nella sua terra d’origine aveva già avuto importanti sviluppi tecnici con l’introduzione degli schemi, ma anche sul piano fisico con allenamenti differenti, e si comincia quindi a prendere spunto.
➤ Vengono introdotti concetti aggiuntivi come quello delle divise.
➤ La guerra divide non solo il paese ma anche la FIP che si smezza fra centro-nord e sud, e i due campionati del 43-44 e 44-45 non furono disputati.
Un fatto simpatico? Nella squadra “Mussolini Roma” gioca un ragazzo, che verrà selezionato poi anche nella nazionale universitaria, dal nome ancora poco conosciuto e che è invece oggi indimenticabile: si tratta di Vittorio Gassman.
1946 ●
➤ Solo nel 46 la FIP si riunirà nuovamente sotto la guida di Mairano, con la Nazionale maschile che torna a vincere l’argento all’europeo.
Anche la vita sportiva per la popolazione torna normale, con 365 società iscritte.
➤ Il primo “nuovo” campionato viene giocato ad unica serie con gironi iniziali regionali.
Per la prima volta vince lo scudetto la Virtus Bologna, che si aggiudicherà anche i tre successivi.
Team composto da: Bersani, Calza, Cherubini, Dondi Dall’Orologio, Faccioli, Girotti, Marinelli, Rapini, Vannini, allenatore Poluzzi.
➤ Amerigo Penzo, uno dei giocatori della Reyer più famosi, dopo aver vinto i due scudetti nel conflitto con la squadra maschile, vincerà ancora ma da capo allenatore della Reyer femminile (sarà anche allenatore della nazionale nel 52); quasi un ritorno alle origini per la pallacanestro, con il campionato in rosa che era infatti anch’esso ripartito dopo il conflitto, questa volta con le medesime modalità di quello maschile.
➤ La FIP ingaggia il primo americano capo allenatore degli azzurri: Elliott Van Zandt, che porta nel nostro paese un concetto rivoluzionario per l’epoca – quello dei fondamentali, portando inoltre gli allenamenti individuali di tecnica e alcuni schemi come il ‘dai e vai’ e ‘dai e segui’.
Ha inoltre cominciato ad istituire corsi per allenatori, creando il tesserino da allenatore che ancora oggi è fondamentale.

1949 ●
Il concetto di sponsorship.
Nel periodo di ricostruzione post bellica e con l’aumentare delle società era facile vedere squadre balzare da una divisione all’altra, cambiare nome o spostare la propria sede una stagione per l’altra.
Ancora una volta a fare scuola è Milano; la società che oggi conosciamo come Olimpia vede la data ufficiale della propria nascita nel 1936, ma in realtà il nucleo di partenza risale già al 1930 con il Dopolavoro Borletti, azienda di cui ha portato il nome per i primi decenni.
Nel dopoguerra arriva Bogoncelli con la sua “Triestina Milano” guidata dal veramente triestino Cesare Rubini, che viene poi spostata a Como. Nel frattempo la Dopolavoro Borletti passa in Serie B, e l’imprenditore veneto decide quindi di spostare ancora la sua triestina nel capoluogo lombardo. Ancora l’anno dopo la Borletti si riprende la Serie A e da qui l’idea di Bogoncelli: le due società si fondono come Olimpia Milano, ma per non perdere la storia societaria stringe un accordo con la Borletti in modo che il nome risulti comunque, ma questa volta sulle maglie da gioco.
Diventerà perciò il primo sponsor ufficiale, aprendo le strade per un mercato più ampio con le squadre che possono quindi diventare più ricche e solide.
La nuova Olimpia vincerà cinque scudetti consecutivi.
➤ Il campionato femminile riprende sempre più forma, con un girone quasi “completo” con nove squadre e soprattutto sotto l’organizzazione della FIP e non più della Federginnastica.
➤ Il campionato torna a chiamarsi Serie A invece che Divisione Nazionale.
La Prima divisione, il campionato di terzo livello, prende il nome di Serie C.
1950 ●
Comincia l’era della ASD Comense nel mondo della pallacanestro femminile, con quattro titoli vinti prima di dominare poi gli anni 90, e guidata fin dai primi anni da Lilly Ronchetti, donna immagine di tutto il decennio.
Si comincerà anche un po’ alla volta ad abbandonare l’idea della pallacanestro solo come sport formativo per le donne, allungando per esempio l’età in cui le giocatrici praticavano la disciplina, e man mano soprattutto aggiornando l’abbigliamento da campo, adottando un po’ alla volta il pantaloncino.
➤ Si gioca il primo Campionato del Mondo maschile, a Buenos Aires in Argentina, a cui però l’Italia non partecipa.



1953 ●
A Santiago del Cile anche la pallacanestro femminile trova il massimo palcoscenico, con l’inaugurazione del primo Campionato del Mondo. L’Italia non parteciperà, per un lunghissimo periodo prenderà parte solo agli Europei.
1954 ●
➤ Diventano obbligatori i campi al coperto, anche se rimangono differenze fra i vari palazzetti e non esiste ancora il concetto di parquet.
➤ Jim McGregor viene chiamato ad allenare la nazionale maschile, il secondo americano, un assoluto personaggio dalla storia incredibile, che porterà innumerevoli innovazioni nella tecnica di gioco ancora usate come l’anticipo, il pressing a tutto campo e il pick n roll.
Il suo vice fu Paratore, che introdusse qualche anno più tardi il sistema degli istruttori federali per una diffusione più capillare delle tecniche di gioco e direttive FIP.
Fun fact: Jim ha allenato anche mio padre a Pordenone nel 82/83!


1956 ●
➤ La FIBA introduce la prima delle regole rivoluzionarie per l’evoluzione del gioco: i 30 secondi.
Ebbene sì, fino a questo punto della storia non esistevano limiti di tempo per le azioni sul campo. Ma dopo una serie allarmante di meline – ovvero il non gioco, senza tiri a canestro, quando una squadra detiene già il vantaggio – viste agli europei di Mosca del ‘53 (dove una gara terminò addirittura dopo 5 tempi supplementari proprio per questo), la federazione internazionale decise di dare un taglio e far diventare la pallacanestro un gioco avvincente.
Ecco quindi la prima regola sul possesso, scaduti i 30 secondi la squadra avrebbe perso la palla.
Si decide anche che non è più possibile, come da regole primordiali, effettuare max due passi prima di palleggiare, obbligando invece al contrario a muovere prima la palla rispetto ai piedi.
➤ Solo a questo punto della storia, dopo quasi cinquant’anni dall’approdo del basket in Italia, si stabilisce che il pareggio non è più valido come risultato finale.
Una regola che era tutta solo nostra, in quanto nel regolamento ufficiali di Naismith sono sempre stati contemplati i tempi supplementari in caso di pareggio al termine del tempo regolamentare.
➤ Anche nella pallacanestro femminile arrivano gli sponsor: la prima è la Standa Milano, corrispondente della Simmenthal, con il medesimo scopo di modernizzare il gioco e soprattutto spingere la sua proliferazione anche nella società comune.
A Torino entra a breve giro la FIAT con ingenti somme per portare sempre più allo sviluppo di un prodotto commerciale anche per il basket donna: si associano alle gare casalinghe il turismo, i musei e la buona cucina piemontese, arrivando al punto in cui veniva decantato da tutti che “Torino basket vive solo al femminile”.
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1957-1958 ●
Nasce la Coppa dei Campioni.
Quattro anni dopo il calcio, durante gli europei di Sofia del ‘57 la FIBA propone ai propri affiliati europei di creare un modello simile, dove i campioni nazionali si sarebbero sfidati per dimostrare chi fosse davvero il più forte.
Partecipa fin da subito l’Olimpia Milano, ma i primi vincitori furono l’AEK Riga, che porterà a casa il trofeo altre due volte, seguito a ruota dal CSKA Mosca, dimostrando la superiorità del mondo sovietico.
➤ L’Olimpia diventa Simmenthal ed è il primo club che al termine della stagione 56/57 si cuce la stella al petto, avendo vinto il decimo scudetto.
Squadra: Pagani, Romanutti, Clark, Volpato, Gamba, Pieri, Galletti, Zappelli, Padovan, Riminucci. Allenatore Rubini.
➤ La Coppa dei Campioni nello stesso anno, solo qualche mese dopo, viene giocata anche dalle donne, ed è un fatto storico con la compagine femminile che per la prima volta viene messa sullo stesso piano dei fratelli.
1959 ●
La FIP vieta il tesseramento di giocatori stranieri.
La motivazione è davvero semplice: l’anno dopo si sarebbero giocate le Olimpiadi a Roma e la federazione voleva che per l’occasione si rinforzassero le abilità dei giocatori italiani, così da avere un più ampio bacino per la scelta del roster.
1960 ●
➤ La FIP, visto l’aumentare del ritmo e l’evoluzione del gioco, obbliga l’inserimento di un secondo arbitro per una miglior gestione delle sfide. Negli anni 70 e 80 poi spesso si vedranno “coppie fisse” di arbitri muoversi nel campionato.
➤ Si giocano le Olimpiadi a Roma e sono un volano di lancio per la popolarizzazione del basket nel nostro paese, anche grazie al fatto che l’Italbasket giocò la gara del 3°/4° posto, perdendo, contro il Brasile.
1962 ●
A settembre di quell’anno arriva la prima italiana nella Coppa dei Campioni Women: si tratta dell’AP Udinese che aveva vinto il campionato di quell’anno. Tra le fila tre delle giocatrici più forti dell’epoca Nidia Pausich, Nicoletta Persi e Marisa Geroni.
Della Pausich parlerò meglio in un altro articolo, ispirato sempre dalla lettura di un libro, la sua biografia “la signora dei canestri”, un titolo che già lascia intendere l’importanza dell’atleta di cui però si parla davvero poco, anche online.
Nata in quella Trieste ridente per la pallacanestro nel ’35, occupa i campi del nord per venti anni, con l’intelligenza e la bravura di trovarsi sempre nelle migliori squadre, tracciando la strada per molte atlete dopo di lei. Non a caso però, la sua fortuna è frutto di una serie precisa di scelte verso determinate società – serie – per una, come si definisce lei, “che alla pallacanestro ha voluto dare tutto, anche la possibilità di crearsi una famiglia”.
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1964 ●
Sandro Riminucci nella sfida Simmenthal-La Spezia segna 77 punti senza tiri da tre e liberi supplementari, record personale che è ancora oggi resistente per quanto riguarda il torneo ufficiale di A1.
Nato in provincia di Pesaro nel ’35 comincia a giocare nella squadra della città e stupisce subito diventando miglior realizzatore e venendo convocato a 17 anni nella nazionale, dove poi totalizzerà 70 presenze – anche come capitano.
Gioca 14 stagioni all’Olimpia, vincendo 9 scudetti e 1 coppa campioni, diventandone anche il capitano, soprannominato “l’angelo biondo” per l’eleganza del gioco e le altezze raggiunte in elevazione sul tiro.
Dal 2006 è nella Italia Basketball Hall of Fame.


1965 ●
➤ La FIP apre di nuovo le porte agli atleti stranieri, dando però la possibilità di ingaggiare 1 giocatore internazionale per squadra, 2 solo per chi avrebbe disputato le Coppe Europee.
➤ Nasce anche il minibasket! L’idea parte ancora una volta dalla Lombardia, nello specifico dal comitato regionale guidato da Tricerri (sempre nel giro Olimpia).
➤ Inoltre ad inizio della stagione 65/66 il campionato maggiore torna a chiamarsi Serie A e viene tolta la specifica, usata nei precedenti dieci anni, che vedeva la sconfitta valere 1 punto in classifica.
➤ Marisa Gentilin segna il primo record personale di punti anche per le donne, con i suoi 53 punti in una gara.
1966 ●
➤ Viene creata l’ “Unione delle Società di serie A e B” per richiedere una maggior presa in considerazione delle stesse Società nell’organizzazione e gestione del campionato.
➤ Per la prima volta la Coppa dei Campioni arriva in Italia, con l’Olimpia Milano che si aggiudica il trofeo per club più ambito, vincendo a Bologna contro lo Slavia Praga 77-72.
Parte del team erano Binda, Gnocchi, Iellini, Longhi, Masini, Ongaro, Pieri, Riminucci, Thoren, Vianello, Bradley allenati da Rubini con vice Gamba.
Una parentesi su Cesare Rubini, soprannominato Il Principe, l’unico italiano e uno dei pochissimi atleti in generale ad essere inserito in ben DUE Hall of Fame: la Naismith HOF e la Swimming HOF.
Nato a Trieste nel ’23 come Rubicich visto il padre croato (e la madre montenegrina), gioca infatti nel contempo sia con la nazionale di pallacanestro sia con quella di pallanuoto, vincendo due medaglie consecutive agli europei, nei due sport: nel 46 l’argento con l’Italbasket, nel 47 l’oro con il Settebello.
Non termina qui: in vasca anche 2 medaglie olimpiche di cui un’oro, 6 scudetti, 2 altre medaglie internazionali, diventando anche capitano; poi sul campo da giocatore 6 scudetti con l’Olimpia Milano, dove arriva nel ’48. Ma non si accontenta, si trasforma in allenatore a tempo pieno e sempre con Milano vince 9 titoli, ancora record in Italia, la Coppa dei Campioni e 2 Coppa Saporta. Allenerà anche l’Italbasket
Inserito anche nella Hall of Fame italiana e della FIBA.
Il palazzetto di Trieste porta il suo nome, così come il campo di gioco dell’Unipol Forum di Milano.
Uno degli atleti più rivoluzionari del nostro paese, un vero punto cardine per la storia della pallacanestro italiana, che ha vissuto per ben 31 stagioni sul campo, diventando poi anche dirigente della FIP fino agli anni 90.



1967 ●
➤ La Nazionale femminile partecipa per la prima volta al Mondiale, giocato in Cecoslovacchia. A far parte del team sono Gentilin, Pausich, Geroni, Persi, Cirio, Grisotto, Del Mestre, Ghirri, Agostinelli, Pelle, Toriser, Corsini.
Arriviamo none ma battiamo gli USA.
➤ Nasce la Coppa delle Coppe o Coppa Saporta.
Dalla stagione 66-67 come FIBA European Cup Winners’ Cup, prende il nome dal fatto che il diritto di partecipazione era riservato alle squadre che vincevano nell’anno precedente le coppe nazionali (non campionato).
La prima a vincere fu proprio l’Ignis Varese, con
L’ultima vittoria è stata della Mens Sana Siena, ma sono 8 in totale i club italiani che hanno vinto questa competizione, e si stratta di tutti i nomi più famosi nella storia, come Benetton Treviso, Knorr Bologna, Cantù e la stessa Olimpia; ma anche Napoli e Pesaro.
Rinominata Saporta nel 1999 dal nome dello storico dirigente del Real Madrid.
Per rimanere in tema di storia e pallacanestro, lo riconoscete l’allenatore di Siena vincitrice dell’ultimissima edizione nel 2022?
Eh si, è proprio Ergin Ataman in una delle sue prime vittorie a livello internazionale, che definisce quella stagione come quella che ha cambiato il suo destino.
Il suo vice: Pianiggiani.




1968 ●
➤ Si gioca la prima Coppa Italia che si disputa però a giugno e luglio con un vero e proprio torneo a 14 squadre, ad eliminazione diretta. Di fatto poi presero parte per la maggiore i team di Serie A(2), della Massima Serie solo Napoli e Fortitudo che si giocheranno infatti la finale, con la vittoria della prima.
Team della Fides Napoli: Maggetti, Williams, Bufalini, Franklin, Abbate, Errico, Errico, Angori, Dazzi, De Simone allenati da Gavagnin – che giocava anche – e Zorzi.
➤ Per la prima volta una squadra italiana femminile arriva in fondo nella Coppa dei Campioni.
Si tratta della AS Vicenza, fermata in semifinale da Praga in due gare, nonostante la vittoria nella seconda lo scarto in gara 1 era stato troppo ampio.


1969 ●
➤ Scompare l’Unione delle Società dopo un nulla di fatto. Le divisioni che nella realtà affliggevano i vari club fanno sì che nel biennio l’attività dell’unione sia pari a 0.
➤ Con data imprecisa, ma più o meno a cavallo tra questi due decenni e nel proseguire, le regole dei tiri liberi nel nostro campionato sono spesso cambiate.
In principio solo un tiro che avrebbe tentato sempre lo stesso giocatore, poi la regola del “3 su 2” dove un giocatore poteva ritentare il secondo libero se errato, e poi infine la più duratura del “1+1”, ovvero la possibilità di segnare un tiro libero aggiuntivo solo se il primo veniva segnato.
In precedenza e più o meno in concomitanza, sempre con la FIBA a precedere, era cambiata anche la forma dell’area del tiro libero, prima a forma di lampadina e poi di forma trapezoidale.

Un piccolo ringraziamento per tante foto e qualche chiarimento sulle fonti al sito del Museo del Basket Milano.
Ci vediamo tra qualche giorno con la parte due!
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