Ultimo riassunto di questo Eurobasket 2025.
Dopo una settimana passata tra mare meze e pallacanestro, ora mi trovo ad editare questo articolo dentro un treno che percorre la tratta Bologna – Venezia.
L’animo è sotto terra non serve nemmeno che ve lo dica.
La nostra esperienza a Cipro si è conclusa ieri dopo una lunghissima giornata tra Larnaka, volo in ritardo e lavori in autostrada, ma questa mattina appena aperti gli occhi il mio cervello ci ha messo qualche secondo di troppo per realizzare che no, non era successo qualcosa durante la notte per cui la disposizione della camera era cambiato, ma semplicemente ero già in Italia.
Vi lascio quindi alle ultime parole mentre io cerco di capire cosa fare per evitare la depressione post giornate intere passate in palazzetto, ma soprattutto a come prepararmi all’idea che ora debba tornare a lavorare.
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DAY 4
Finora sicuramente la giornata più tranquilla.
Cominciata con un po’ di incertezza nel decidere cosa fare visto che il mio unico impegno era la partita delle 21:30 dell’italbasket.
Spiaggiata su un lettino completamente gratuito dietro al nostro appartamento, un tuffo nell’acqua più cristallina vista finora e poi mi arrivano messaggi che la partita Spagna – Cipro viene praticamente regalata, perciò chi sono io per dire di no.
L’idea era quella di tornare nella zona vecchia per vedere il castello e qualche stradina sperduta, ma alla fine tra il fare le cose con calma e qualche mezz’ora spesa al computer per un paio di articoli sono uscita molto tardi verso il centro. Un veloce pranzo a base di prelibatezze russe, non potrebbe essere diversamente visto che ormai pare sempre più una colonia russa che greca, e poi in compagnia dei miei nuovi amici Viola e Matteo ci dirigiamo verso l’arena dove passeremo le prossime ore.
La calma della mia giornata sembra aver pervaso anche le prime due gare in programma quel giorno.
Grecia – Georgia delle 15 viene giocata a mo’ di allenamento, Zikic tiene in campo Shengelia solo pochi minuti all’inizio e mai Bitadze, e finisce 53-94 con qualche critica velata che si strascica dai giorni precedenti.
Fortunatamente a posteriori la cosa non ha inciso troppo, ma per la classifica avulsa in caso di parimerito gli scontri si giocano sulla differenza canestri.
Dopodiché il turno di Spagna – Cipro.
Come detto finora Cipro di base nazionale che gioca da sparring partner senza tanti dubbi e contro una squadra di gran lunga più esperienza e fisicità come la Spagna il risultato era già assicurato, e termina infatti 91-47.
Qui apro una piccola nota per darvi l’idea dell’ambiente in cui abbiamo vissuto questa settimana.
Partiamo col dire che per fortuna l’italbasket è capitata in questa location, molto molto disorganizzata ma che almeno ci ha fatto vivere un po’ di vacanze; i messaggi che ci arrivavano dagli altri gironi più a nord Europa erano di giornate grigie, anche se dalle foto i palazzetti sembravano un po’ più pieni.
Tornando a noi, l’arena Spyros Kyprianou di Limassol ha una capienza che permette di ospitare fino a 7000 persone, ma difficilmente c’è stato un sold out se non quando giocava la Grecia (l’unico effettivo credo comunque Grecia Cipro). Questo vuol dire quindi che soprattutto i posti più costosi erano spesso e volentieri liberi.
E cosa fanno quindi i protagonisti di questa storia? Senza mezzi termini: quello che più desiderano.
Tra andare e venire per una o l’altra partita gli steward dell’arena ormai erano tutti miei amici, e qui la poca organizzazione e l’aria di tranquillità tipica da sud ci torna molto utile.
Io per tante partite avevo dei posti in realtà un po’ in alto, non scomodi visto che sono la vista dall’angolo che vedete spesso nelle foto, però nemmeno il massimo. Ecco, appena arrivata ho scoperto che in realtà quei posti erano per i volontari più che altro e poco per gli spettatori.
Dopo qualche chiacchiera e qualche sorriso è finita perciò che fortunatamente ho avuto la possibilità di guardare le gare quasi sempre da dietro le panchine, variando il settore in base alla sfida, giusto per riuscire a vivere l’esperienza ancora più da vicino.
In eventi del genere poi quando vedi per una settimana le stesse persone è inevitabile che ci si saluti come se foste davvero conoscenti e gli scontri che esistono sul campo molto spesso non trovano riscontro sugli spalti, e simpatici sono stati i siparietti con gli spagnoli che penso abbiano capito la mia vera identità italiana solo alla fine (trovandomi tra l’altro sui social, ancora non so dire come).
Quando è il momento di rientrare in arena per assistere a Italia Bosnia Herzegovina scopriamo – ma era prevedibile – che i posti in cui speravamo di infilarci dietro la panchina italiana erano invece già stati occupati da qualche centinaio di tifosi in giallo e blu. Dopo qualche secondo di incertezza in cui proviamo a capire dove metterci tra un inno e l’altro (simpaticissimi i tifosi bosniaci, ma non stanno mai seduti), raggruppo un po’ di italiani dispersi da questo lato e ci mettiamo tutti insieme in una delle curve, per poter tifare assieme e farci sentire visto che la partita si prospettava intensa.
Qui ho vissuto in realtà forse la partita più emozionante di questo europeo.
Fare il tifo tutti assieme quando dall’altro lato ci sono così tanti tifosi avversari – 3038 persone dai dati ufficiali, a spanne direi massimo 150 italiani? -, in una partita che è stata super combattuta da inizio a fine, è proprio un’esperienza da grande evento cestistico che consiglio a tutti di poter vivere almeno una volta, perchè insomma essere persone a modo è sempre buono, ma il tifo da stadio (rispettoso, sempre, sia chiaro) si concede a tutti almeno una volta.
21-22 il primo quarto quindi vi lascio già immaginare il restante e l’aria che si respirava in arena. La Bosnia sicuramente non molla mai e anzi se deve dare una mezza spinta in più la dà senza pensarci due volte, e questo è stato il leit motiv di tutto lo scontro, tra battibecchi tecnici e triple.
E triple.
Qui non possiamo non aprire questa parentesi.
Ragazzi, io spero proprio che voi possiate almeno una volta avere il piacere di assistere ad una gara in cui Simone Fontecchio quando sta al massimo e non ne sbaglia una, fa bene alla salute ne sono convinta. E vederlo segnare 39 punti è un assoluto piacere perchè sembra così naturale che solo guardando il tabellone ad una certa sarete tipo “ah ne ha già messi così tanti??”.
La gara si chiude 79-96 e dopo i rituali post partita, piazzandoci all’esterno nel vano in cui entrano i bus delle squadre, riusciamo anche ad incontrare tantissimi dei nostri giocatori.





la tripla di fontecchio che fa 39 e chiude la gara
DAY 5 – giorno libero
Dopo la serata precedente in cui ancora una volta abbiamo fatto circa le 3 passate, questo giorno libero ce lo meritavamo.
Sveglia con calma con l’idea di andare a vedere Kourion e le spiagge dall’altro lato dell’isola, ma ancora una volta i programmi che ci siamo preparati non possono essere rispettati. Questa volta ben volentieri.
Mentre temporeggiavamo in appartamento arriva un messaggio dal nostro direttore di Basket Magazine Arceri in cui ci fa sapere che è stata organizzata una “conferenza” (che non possiamo ufficialmente chiamare tale per la FIBA) nell’albergo dove alloggiano i giocatori con coach Pozzecco e Thompson, che nella partita della sera prima si era ancora una volta ben distinto.
Inutile che vi dica quindi come i nostri programmi sono cambiati alla velocità della luce e in poco tempo eravamo già pronti vestiti decentemente ad aspettare il nostro autobus che ci avrebbe portato fino al resort, con però nella borsa costume e asciugamano per non farci mancare nulla.
Tutte le nazionali alloggiavano nello stesso complesso, al Park Lane Hotel, un resort di super lusso che sembra un vero e proprio villaggio, con tutto il possibile necessario all’interno tra ristoranti, negozi di grandi marche, piscine esterne e spa interne, una spiaggia privata, e corridoi tra cui perdersi, il tutto immerso in un giardino rigoglioso.
Appena entrati nella grande hall l’aria da eurobasket si percepisce ancora di più; mentre attendiamo l’arrivo del nostro capo allenatore siamo partecipi di un via e vai di giocatori e staff di tutte le nazionali, chi con le proprie famiglie, chi con tablet e appunti, chi si reca in spiaggia e per chi come noi osserva da fuori è una visione quasi celestiale.
Qui nota per dire che la Georgia è una delle nazionaili più “ingombranti” che io abbia visto dal vivo, una volta che sono raggruppati tutti assieme pronti per andare ad allenarsi a mezzo metro da te i 2.01 metri di altezza medi e le spalle larghissime si percepiscono tutti.
Per una quarantina di minuti siamo poi chiusi nella meeting room della nostra nazionale, a chiaccherare con Pozzecco e Thompson e pochi altri giornalisti del nostro campionato fino ad ora, i buoni risultati e qualche dubbio che ancora restava su giocatori e tattiche. Avere la possibilità di poter conversare in maniera così intima e amichevole è apprezzabile, ne esce una chiaccherata tranquilla che, nonostante sia quello l’obiettivo, toglie un po’ la patina di distanza formale dei contesti prettamente giornalistici (anche se dobbiamo ammettere che il nostro capo allenatore non è solito fare tanti giri di parole nemmeno negli eventi ufficiali).
Qualche domanda anche a Thompson, americano che gioca però con la cittadinanza italiana per via matrimoniale, fatte oggi in inglese anche se capisce benissimo l’italiano (mentre fatica un po’ di più a parlarlo), new entry che rimaneva un po’ un dubbio, giocatore con delle super qualità, fisso in eurolega, ma integrarsi in un gruppo così solido negli ultimi anni poteva non essere semplice e invece finora c’è riuscito e alla grande, portando un QI cestistico in più che ci fa bene.
Rimaniamo ancora nei paraggi, un abbondante pranzo a bordo piscina controllati a vista da Fontecchio e Melli e poi un paio di ore in spiaggia a goderci il nostro giorno libero così come fanno i giocatori.
L’idea di recarci a Kourion per il tramonto viene posticipata ancora al giorno dopo, quindi con rinnovata calma ci rechiamo ancora per un’ultima volta verso il centro.
Mangiamo in una piccola taverna dal nome Η Φωλιά του Κούκου (il nido del cuculo), un angolino super delizioso un po’ vintage e con piatti deliziosi, tra cui un piatto che si chiama strapatsada, che si, sono le uova strapazzate con le verdure. La nostra cena leggera si conclude poi con un cocktail in uno dei chioschi sul lungomare dove trasmettono le partite in corso, e poi di nuovo bici verso casa.






DAY 6
Sveglia alle sette e qualcosa per la nostra lunga giornata, l’ultima passata effettivamente a Limassol e con la pallacanestro, visto che siamo tornati un giorno prima saltando per l’italbasket la gara contro Cipro.
Andiamo a recuperare la nostra macchina in car sharing e poi ci dirigiamo – finalmente – verso il sito archeologico di Kourion, che dista solo una ventina di minuti da Limassol.
Qualche minuto per prendere la mano con la guida al contrario che quindi vuol dire che anche tutto il funzionamento della macchina è rovesciato, e scopriamo percorrendo la strada che ci addentreremo in una delle basi militari inglesi, precisamente quella di Akrotiri situata in una sorta di penisola.
Paesaggio tra colline sabbiose e qualche zona di foresta, a parte in qualche zona si tiene sempre a vista il mare, così anche una volta arrivati al sito archeologico, che è situato sopra ad una scogliera di pietra bianchissima.
Famosissime spiagge ai suoi piedi, queste zone sono famose per l’arrivo delle tartarughe.
Per quanto siamo arrivati primissimi in loco il sole ci ha battuto sulle teste per tutto il paio di ore in cui abbiamo scorazzato su e giù per le rovine.
Come spesso abbiamo notato per le attrazioni turistiche in questa zona di Cipro, c’è una determinata cura nella gestione dei siti, che però a mio parere restano sempre un po’ freddi e potrebbero essere valorizzati ancora di più specialmente nel raccontare la storia del paese intero.
Kourion ad ogni modo era una città fondata dagli Achei e che ha inevitabilmente attraversato le epoche storiche antiche, dove si trovano un miscuglio di stili e luoghi tipici delle popolazioni che ci hanno vissuto, a partire dall’agora fino ad arrivare alla basilica paleocristiana, il tutto circondato da bagni romani. Si può tranquillamente camminare sopra i resti stessi mentre si segue un “percorso” che copre tutta la collina di oltre venti punti d’interesse.
L’attrazione principale (o la più fotografata) è l’anfiteatro che guarda proprio alle acque cristalline di sotto, che ancora oggi viene utilizzato, ma in origine serviva per ospitare le gare di lotta, disciplina molto praticata nella città con tanto di palestre e raffigurazioni visibili tutt’oggi.
La città fu lentamente abbandonata e distrutta di seguito ad una serie di cinque terremoti che colpirono Cipro nel IV secolo.
Tornati a Limassol mentre Eugenio si reca in palazzetto io torno nella spiaggetta dietro all’albergo, per passare le mie solite due orette, prima di cominciare a preparare la valigia e rassettare un po’ l’appartamento.
Oggi per davvero il mio unico impegno era quello della gara dell’Italbasket delle 21:30, contro la Spagna, quindi decido di andare a vedere la città vecchia con la luce del sole, con obiettivo principale il castello.
E insomma, avrei fatto di gran lunga meglio ad andare a vedere Georgia Cipro.
Un altro esempio per farvi capire meglio come sia la vita anche in una delle città più frequentate, il castello chiude alle 17 come segnalato all’esterno e anche online; essendo solo una piccola rovina, già eravamo stati informati dalla biglietteria che ci sarebbe servita solo una mezz’oretta. Io sono arrivata alle ore 16:30 sperando di fare un veloce giro e togliermi il pensiero e: il castello aveva già chiuso i battenti da un pezzetto con tanto di signora delle pulizie che aveva terminato il giro.
Cammino per le strade assolatissime della città e fatico ad incontrare anima viva. Molti negozietti sono aperti si, ma per la maggior parte quelli che interessano i turisti oppure chi si trova nella via dello shopping di Anexartisias.
Mi resta solo quindi tornare sul molo, guardare il tramonto e le grandissime navi commerciali che si trascinano al largo bevendo qualcosa di fresco e mangiando qualche snack a base di feta prima di tornare in appartamento per prepararmi alla gara.
Ultima sfida per noi qui a Cipro, una Italia Spagna che parte sembrando un sogno lucido con l’italia che riesce a fare 0-13 fino a che il solito capo banda Niang a 2:30 dal termine del primo quarto non mette una schiacciata, e poi ne mette altri due, allora ci sblocchiamo un attimo e facciamo 10-18.
Ancora sotto all’intervallo con una squadra che sembra un po’ scombussolata, serve l’ingresso di Diouf che con 8 punti di fila ci porta a -1, e poi un ingresso shock di Procida che mette subito due punti e ci fa pareggiare sul 47-47.
Ultimo quarto in vantaggio, qualche rischio proprio alla fine che sembra quasi annunciare un overtime, una caduta di Niang che lascia tutti col fiato sospeso, giocatori spagnoli compresi, ma alla fine vinciamo noi 67-63, complicando tantissimo il cammino di una Spagna che quest’anno sembra proprio in difficoltà su certi aspetti.
Ultimo step fuori dall’arena ma questa volta hanno imparato e c’è una grande transenna nera che copre l’ingresso, qualcuno esce a salutare comunque ma visto il lunghissimo post gara tutti se la filano velocemente.
Per noi ultimo taxi fino alla marina e poi ultima biciclettata sul lungomare fino all’appartamento.












nelle foto anche la basilica greco ortodossa di Aya Napa, il municipio della città di Limassol e qualche visuale delle strade deserte.
questo quello che ci resta da fare in centro e nella fan zone al porto vecchio
DAY 7 – si torna a casa
Anche oggi sveglia presto per andare finalmente a vedere l’ultima attrazione che mancava alla lista, e che anche stavolta avremo potuto evitare.
Ci rechiamo al castello anche qui da primissimi, ma i 4,5€ di biglietto sono abbastanza buttati. Non è un museo della storia né niente di base, più una raccolta di cose con qualche descrizione; carina l’idea e ha senso visto tecnicamente l’importanza del luogo ma una volta usciti si resta solo con la domanda “perché”.
Caffè cipriota in una delle classici baretti di quartiere e poi prendiamo la macchina in car sharing per dirigerci a Larnaka, visto che al pomeriggio il nostro aereo parte da li.
Pranziamo da To Kafe Tis Chrysanthi’s, poi unn veloce giro sul lungomare e le stradine della città vecchia visto che il volo era già stato ritardato di un’ora, decidendo di non visitare il bastione che si impone sul mare viste le precedenti esperienze (questo dovrebbe però essere più importante, costruito dai bizantini ma molto sviluppato dai veneziani). Al di fuori troviamo l’unica vera traccia dei Serenissimi di tutta la vacanza, un leone alato regalato dalla città di Venezia.
One last caffè cipriota in un’altra botteghina vintage e poi ultima corsa verso l’aeroporto, vediamo l’altro lago salato per strada – uno si trova nella base vicino Limassol, sono famosi ed importanti spot per la presenza dei fenicotteri, che però in primavera migrano –
Qui con una birra per ingannare il tempo mentre guardiamo la gara trasmessa finisce il nostro viaggio a Cipro, contenti ma un po’ sfiniti.








Come si è conluso poi il girone
Nelle gare dell’ultima giornata alla fine c’era più di un premio in palio rispetto a ciò che potevamo prevedere, ma Eurobasket è bello per questo.
La prima gara era Bosnia Georgia che si giocavano l’effettiva qualificazione, senza dover aspettare il risultato della sera, ma incidendo e non poco sullo stesso.
Vince la Bosnia 84-76 che quindi strappa il biglietto per Riga, mentre la squadra di Shengelia deve attendere fino alla mezzanotte.
Italia Cipro del pomeriggio è ancora una volta una gara semplice che termina 89-54.
L’ultima sfida tra Grecia e Spagna era la più attesa, unico altro sold out di questa fase, la Grecia si giocava un posto favorevole e la Spagna l’intero campionato.
Gara non tanto bella, gli iberici sempre sotto nonostante gli ellenici siano una squadra che punta moltissimo (quasi solo) su Giannis, con però un buon tiro da fuori quando serve, e un Dorsey che in questa gara si sente carico.
Gli spagnoli si fanno sotto fino all’ultimo, forse sorpassano anche, ma alla fine prevale la Grecia senza nemmeno troppa difficoltà visti i tanti tanti errori ancora una volta (come vs noi) degli avversari.
La classifica del girone vede quindi in questo ordine Grecia, Italia, Bosnia, Georgia.
Non passa Cipro, ma soprattutto la Spagna viene eliminata al primo turno per la prima volta dal 1977, qualificandosi 17esimi, peggior risultato di sempre.
Termina inoltre il ventennio sotto la guida di Scariolo che solo a livello di Eurobasket aveva portato a casa 4 ori e 1 bronzo dal 2009 in qua, accompagnati dal mondiale del 2019 e due medaglie olimpiche.
Per la nostra nazionale domenica la sfida degli ottavi contro la Slovenia di Luka Doncic, una partita dura che chiederà tutta la concentrazione e la preparazione possibile; squadra che ci ha già battuto, imparando dagli errori potrebbe essere una bella sfida, non impossibile.

LAST NOTE
Al termine di questi recap quindi, mi sento di consigliare Cipro come meta da visitare?
A livello di pallacanestro, forse no, a livello di mere vacanze direi se il programma principale è il mare e il buon cibo, allora non rimarrete delusi.
Non mi ha stupito per niente, la consiglio forse come “fine estate” visto che la bella stagione dura fino a ottobre inoltrato e magari l’aria è più vivibile e meno umida.
Preparatevi comunque ad un luogo tranquillo, e vi consiglio vivamente di scaricare le app per le macchine e bici (ride now e Next bike, Bolt per i taxi) e alloggiare il più possibile verso il centro.
Come scelta direi che può essere economica se gestita bene ma come poca accortezza diventa anche molto dispendiosa soprattutto se alloggiate per un periodo lungo.
Altri ultimi dettagli che mi sono saltati agli occhi: c’è ancora molta desolazione in un miscuglio di edifici abbandonati e palazzoni in vetro, la città deve ancora trovare la giusta via di mezzo, in tutta la sua lunghezza.
C’è pochissima fauna.
Questa cosa mi ha stupito da subito, ci sono moltissimi gatti randagi ma non maltrattati, però a livello di animali e insetti e altre cose che da noi sono normalissimi nella quotidianità, mancano, e secondo me questa è un dettaglio fin troppo chiaro di una forse troppo veloce crescita che si è voluto tentare per la città, a discapito dell’ambiente.
È vero che ci troviamo in un’isola davvero calda e dal terreno secco, ma nelle città si è puntato molto alle aree verdi, eppure le uniche cose che abbiamo visto sono formiche volanti e qualche passerotto nelle zone più rigogliose. Fine.
Altra nota da italianazzi, si ostinano a fare il caffè espresso che però assomiglia più ad un lungo e a non stare attenti riuscirete ad arrivare a pagarlo anche 4€ (si parliamo per esperienza). Se è nei vostri gusti vi consiglio di ordinare sempre il cyprus coffee che di base è il caffè turco, quindi quello con i fondi, molto più economico e gustoso.
questo potrebbe essere in aggiornamento se ogni tanto mi vengono in mente note dolenti o punti a favore, non si sa mai


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