FIRST MINI RECAP
Eccoci qui con il primo articolo live dagli Europei di pallacanestro 2025.
Onestamente a tutt’ora fa molto effetto poter iniziare un pezzo con questa intro e devo dire che tutto sommato, qui, non ce la passiamo malissimo.
E vivere dentro i palazzetti purtroppo è una cosa che fa molto per me, me ne rendo conto sempre di più anche quando dopo aver passato dentro 9 ore nella prima giornata ne esco distrutta ma più contenta che mai.
Poi però mi fermo un attimo a pensare cosa scrivere e per ora c’è qualcosa ma non troppo.
Come promesso però ci tenevo comunque a pubblicare un mini recap di questi primi giorni vissuti tra le brulle colline e le cristalline acque che circondano Limassol.
Il vero problema ad ora che ha un po’ inceppato qualche tappa nel nostro percorso è una disorganizzazione su più livelli della competizione ma soprattutto della città, e poi a seguire la nostra stanchezza una volta usciti da palazzo alle 00:30, che ci permettono di fare qualcosa ma per non compromettere la nostra salute da qui alla fine, ci costringono a tagliare su qualche idea.
In breve diciamo: abbiamo preso un alloggio un po’ ad est rispetto a quello che dovrebbe essere il centro, molto vicino alla spiaggia e di per se a solo 15 minuti sia dalla marina (centro vitale di Limassol) sia dal palazzetto, che si trova a nord, e ad una decina di minuti dalla zona resort in cui alloggiano le squadre.
Sembrava una buona idea invece a posteriori sarebbe stato meglio trovare qualcosa di più centrale.
Già in partenza sapevamo che sarebbe passato qui un autobus che percorreva tutto il lungomare, ed effettivamente così è ed è davvero comodo, la marina si raggiunge effettivamente in 15/20 minuti e via.
Quello che ancora non sapevamo è che nonostante sia considerata la zona “turistica”, quello è letteralmente l’unico autobus che avremmo visto e preso da qui alla fine (mi sento già di confermarlo senza problemi).
Di conseguenza qui si utilizzano moltissimo le macchine e i taxi.
Il problema alla prima è che guidano come un qualsiasi altro paese del mediterraneo e cioè da cani, come se già non bastasse la guida al contrario per noi, le velocità raggiunte anche nei pressi dei camminamenti sono degne della formula 1. Per i secondi, servizio efficiente (a parte il prezzo) se non fosse che non si sognano di arrivare dove ci troviamo noi perchè evidentemente il guadagno è più alto scegliendo di accettare tratte solo dal centro, quindi ci tocca prendere due mezzi ogni volta.
Qui poi subentra il fatto che noi siamo partiti da casa pensando “organizzano un Eurobasket, vuoi che non si siano organizzati in qualche modo?”. Spoiler? Proprio assolutamente no.
O quanto meno, l’organizzazione anche c’è, ci sono delle navette, che però partono da altri punti difficilmente raggiungibili e sempre un po’ in modo casuale.
Detto ciò, a parte qualche intoppo, questa è l’unica vera lamentela ad ora. È un peccato solo perchè in questi primi giorni delle volte abbiamo perso del tempo utile ad attendere di capire come muoverci e ad aspettare effettivamente mezzi (l’ultima, ieri da sola per trovare un taxi che mi portasse in arena la sera ho aspettato 45 minuti).
Ora bando alle ciance e via con il mini recap.

DAY -1
Partiamo con l’infinita trasferta per arrivare fino a Cipro.
Si poteva fare in modo più semplice quasi sicuramente, ma partendo già da due città differenti abbiamo optato per l’opzione più comoda e soprattutto senza scali. Quindi partenza da Milano Malpensa che comprende una serie di treni tra Venezia Mestre-Bologna Centrale- Milano Centrale e aeroporto, il tutto tra le 22:30 e le 11:30 del giorno dopo.
Chiaramente conosciamo tutti il nostro servizio ferroviario, ma a parte qualche fisiologico ritardo e qualche vecchietto mezzo sordo alle 3 di notte siamo arrivati alla prima destinazione stanchi ma salvi.
Viaggio in aereo passato a dormire, prima di cominciare ad affrontare le vere difficoltà.
Arrivati sopra Cipro si cominciano a scorgere intere distese di nulla, tra qualche verde montagna ma sopratutto chilometri e chilometri di terre marroncine sabbiose che ricordano proprio il medio oriente. Scesi dall’aereo percepiamo poi subito che il panorama un po’ desertico è ben reso da certe temperature spaziali.
Viaggio in bus che nemmeno vi racconto perchè per fortuna siamo scesi altrimenti ci sarebbe stato un collasso totale; quasi tutti italiani, 16 del pomeriggio, 34 gradi e nessuna aria condizionata.
Primi scorci sul mare, entriamo in appartamento, già cotti, ma a breve ci aspetta la prima impresa: recuperare il media pass di Eugenio, chiaramente in arena, e quindi qui capiamo subito che la nostra gita sarebbe stata messa sotto sopra dall’organizzazione dei mezzi pubblici, e quindi via alla prima di una serie di combo autobus n30-taxi bolt.
Arriviamo in arena e in realtà l’adrenalina è già alle stelle per il giorno seguente. A quest’ora è tutto tranquillo, ci sono i volontari e gli organizzatori che ancora sistemano gli ultimi dettagli e infilandomi nelle aree riservate riesco a fare qualche domanda di livello organizzativo e chiacchierare un po’ con i ragazzi ciprioti (poche risposte ma relativo); essendo ex colonia inglese qui parlano quasi tutti perfettamente la lingua, quindi comunicazioni spesso molto facili per le questioni basilari.
Poi di nuovo giù perchè in tutto ciò non ci nutriamo dal giorno precedente.
E qui arriva il fattore migliore di tutta questa gita che è sicuramente il cibo e i suoi prezzi.
Ci rechiamo da Meze, un famosissimo ristorantino, o come le chiamano qui taverna, di cucina tipica greco/cipriota. Le meze le troviamo anche in turchia, e corrispondono ad una serie di assaggi di più o meno tutto.
Staff super cordiale e gentilissimo e piatti davvero fenomenali, la voglia di tornarci è già alta.
Vediamo già qualche volto noto per le strade del centro, ma troppo assonnati non ci fermiamo con nessuno.
Al ritorno scopriamo l’altra cosa top di questo viaggio e che ci sta tenendo compagnia fino ad ora: le bici a noleggio, sopratutto quelle elettriche, che rendono una passeggiata di un’ora o 20€ di taxi in un bel tour della pista ciclabile sul lungomare per metà del tempo e qualche spicciolo.




DAY UNISSIMO
Primo giorno di Europei veri qui a Cipro, e prima di rifilarci entrambi 3 partite di seguito decidiamo di aprire gli occhi e con non poche difficoltà attraversare la stradina per stenderci in spiaggia.
Abbiamo passato un paio di orette sulla battigia libera qui accanto al nostro albergo; a parte in certi punti in cui c’è più gente e quindi il fondale è più mosso le acque sono cristalline come quelle della Grecia, spesso – come la spiaggia in cui mi trovo ora mentre vi sto scrivendo – hanno un fondale di sassi che quindi rende tutto ancora migliore. L’unica pecca di stare a contatto con la sabbia stesi è che spesso tira del fortissimo vento e il risultato è che dopo il pranzo siamo tornati in albergo ricoperti di sabbia dalla testa ai piedi.
Poi tra una corsa e l’altra – perché avevamo organizzato un po’ male gli orari – è arrivato il fatidico momento di recarci verso l’arena, con un ingresso sprint giusto cinque minuti prima dell’inizio della gara.
La prima partita in programma era Georgia – Spagna, che già dalla prefazione si proponeva come una partita interessante sicuramente molto fisica.
Il risultato è stata una schiacciante vittoria della Georgia sulla Spagna non tanto per il punteggio effettivo di 83-69, ma quanto per la superiorità fisica che la squadra di Shengelia ha dimostrato nei confronti della nazionale iberica guidata per l’ultima volta da Sergio Scariolo.
La Georgia secondo me è la quarta squadra che passerà questo primo turno e questa partita ne è stata a mio parere una conferma più che chiara.
La seconda gara in programma era poi Bosnia ed Erzegovina contro i padroni di casa di Cipro. Una partita che era un punto di domanda visto che le condizioni della squadra di Cipro non erano né sicure né molto conosciute ai più.
Seduta in mezzo a una miriade di bosniaci che si sono recati qui per tifare la loro squadra, in perfetto stile balcanico tra l’altro, la prima parte di gara è stata anche interessante con la squadra di casa che sembrava riuscire a rispondere ai colpi di Nurkic, il nostro Amar Alibegović e gli altri gialli blu.
L’unico problema di questa gara è che già da un pezzo stavamo patendo un freddo assurdo in quanto dentro al palazzetto sembra che l’aria condizionata viaggi sotto lo zero, e dopo già quasi tre ore e mezza di permanenza all’interno la questione si faceva sentire, aggiungendosi alla stanchezza che non avevamo ancora recuperato dal giorno prima. Ho visto il resto della partita in piedi su un angolino in alto del palazzetto, comunque con buona visione, col programma di comprarmi poi una felpa per resistere fino al termine della nostra gara.
Chiaramente questa partita è stata vinta dalla Bosnia che nell’ultimo quarto ha preso il sopravvento sui padroni di casa per 91-64.
Arriviamo dunque al punto clou della giornata, al match che tutti attendevano e già sold out da qualche giorno: la sfida tra la nostra nazionale italiana e la Grecia che schiera un roster di tutto livello con i fratelli Antetokounmpo e folto gruppo di giocatori tra Olympiacos e Panathinaikos compresi i rispettivi capitani.
Per la nostra squadra si presentava come una sfida difficile, non tanto per il livello atletico quanto per magari la più atleticità e grossezza dei giocatori greci, ma specialmente perché era la prima sfida di cartello di questo europeo, e giocarla alla prima sera non fa mai bene sicuramente.
Al netto dei tanti articoli e titoli che ho letto super disfattisti io non ritengo che la nostra squadra abbia giocato così male, soprattutto perché non mi sembra che la Grecia abbia fatto tutto questo partitone. Considerato poi che siamo stati spesso vicino e lo scarto finale 75-66 non è così eclatante, ma come successo già in precedenza tra Spagna e Georgia (partita che tra l’altro la Spagna ha giocato veramente male in questo caso) semplicemente la Grecia è stata più precisa di noi per quanto riguarda il tiro, soprattutto da tre rispondendo il doppio delle volte rispetto ai punti che riuscivamo a mettere noi.
Dagli spalti si notava che la nostra squadra più che altro fosse un po’ agitata per i motivi precedentemente dettati e che quindi mentalmente non fosse presente magari al 100% e questo ha influito chiaramente sul risultato finale. Basti pensare infatti alla prestazione di Fontecchio, mentre altri si sono già distinti.
Buona la prova del Gallo che non mi aspettavo di vedere già in campo.
Visti i risultati della giornata, direi che il risultato della nostra squadra comunque non era troppo preoccupante a quel punto.
La nostra di giornata invece si è chiusa molto tardi nel pieno della notte, dopo essere riusciti, infilandoci tra le navette del media partner e prendendo sempre in mano i nostri biciclettine a tornare nel nostro appartamento per un boccone velocissimo e gli ultimi appunti da scrivere al computer .







DAY 2 – giorno libero
Poche note su questa giornata, a dire la verità, che abbiamo passato completamente a riposarci perché ne avevamo davvero tanto bisogno.
Abbiamo deciso di recarci verso la zona dei resort di lusso che in realtà da noi dista solo una decina di minuti, che chiaramente sono diventati più o meno mezz’ora dovendo aspettare il primo autobus che passasse.
Una volta arrivati comunque il panorama era molto d’effetto con questi giganteschi alberghi incastonati fra boschetti artificiali (nel senso creati dall’uomo), vicinissimi alla spiaggia. Da un lato l’area riservata a chi alloggia in questi stabili, ma appena accanto la spiaggia pubblica in cui abbiamo pagato due lettini e un ombrellone praticamente in acqua solo 12,50 €, che tra l’altro è comunque più alto rispetto alla media che si spende qui a Cipro, ma visto ciò a cui siamo abituati noi, qualche euro in più lo abbiamo comunque speso con gioia.
Addirittura servizio ristoro all’ombrellone che abbiamo usato quasi subito visto l’orario, passando poi il resto della giornata letteralmente dormendo sotto il sole.
La cosa che frega 100% è che in riva al mare tira una brezza freschissima che prima di culla e che da un certo punto comincia quasi a fare freddo.
Resistiti il più possibile alle intemperie della costa abbiamo preso un autobus per ancora un paio di fermate per recarsi alle rovine di Amathus, antica città – reale – di Cipro fino al 300 aC, situata appena fuori Limassol e affacciata sul mare (deteneva infatti un porto, ora sommerso e distrutto).
Dopodichè ha attraversato le epoche classiche dell’isola tra Greci e Romani, e le rovine ad ora visibili sono un misto di queste due, con alte colonne greche e bagni romani.
Qui un gentile signorotto con i baffi che parlava un perfetto inglese (secondo me era 100% un ex dipendente della colonia militare che si trova a poco distanza da qua) ha preso i nostri 2,50 € e e ci ha lasciato entrare in quest’area riservata ma in realtà molto spartana in cui si trovano questi resti; niente di molto di troppo eclatante rispetto a ciò che ci si può aspettare da questo lato del mondo a cui siamo abituati anche nel nostro paese, ma comunque uno scorcio carino da visitare e soprattutto al tramonto come abbiamo fatto noi.
Tornati indietro abbiamo deciso di fermarci subito, nonostante fossimo ancora in sabbiati e salati (se qui l’acqua del mare è veramente salatissima) a mangiare in una piccola taverna, la Kissos, che mi ero salvata prima di partire. Trovandosi nell’area dei resort di lusso un prezzo decisamente superiore rispetto a quello che si spenderebbe normalmente e che abbiamo speso la prima sera, ma abbiamo assaggiato il mese di pesce e ne siamo usciti più che contenti.
Giusto per vedere fino a che punto ci tiravano i nostri fisici siamo arrivati a casa e ci siamo andati una sciacquata e siamo usciti nuovamente verso il centro città, facendo un giro sulla marina chiamata anche il vecchio porto di Limassol, un angolo in cui si trovano bar e ristoranti di medio alto lusso, ma molto turistica allo stesso punto che la sera soprattutto di venerdì, sabato si trasforma in un punto vitale, dove si è agglomerata tantissima gente.
Ci siamo fermati a bere qualcosa in un cocktail bar giapponese, qualche stradina più dentro nella zona, quella definita della città vecchia a pochi passi dal castello per poi riprendere in mano i nostri biciclettine visto che gli autobus non corrono più dopo una certa ora e tornare in albergo a dormire ancora una volta molto tardi.









DAY 3
Programma che prevedeva più o meno solo pallacanestro, per questa volta abbiamo deciso di saltare la spiaggia mattutina per qualche minuto in più di sonno.
Ci siamo poi vestiti per andare nuovamente nella zona della marina e trovare qualche posto dove riuscire a fare una colazione/brunch.
Ci siamo recati quindi al Pier One un palazzone che si trova praticamente sospeso sopra l’acqua e guarda da un lato la zona del porto nuovo, dove attraccano delle immense navi probabilmente petroliere o di trasporto merci, e dall’altro invece tutto la baia del Golfo di Limassol, compreso lo skyline che delle volte sembra quasi Copacabana tra altissimi palazzi e una marea di palme.
Nonostante il posto richiami un alto lusso, in realtà abbiamo speso davvero pochissimo e mangiato bene la nostra colazione più internazionale che cipriota passando un po’ di tempo a ammirare il panorama
Abbiamo fatto poi un piccolo giro nella zona all’intorno con la luce per vedere di trovare qualche souvenir da portare a casa, e poi abbiamo atteso il nostro solito taxi che ci avrebbe portato fino in palazzetto.
La gara uno toccava proprio a noi, Italia contro Georgia, una sfida che visti i risultati della giornata uno si proponeva abbastanza dura ma soprattutto davvero davvero interessante per chi guarda dagli spalti e speriamo anche a casa.
La partita è stata un po’ rovinata da qualche animo più acceso che altro soprattutto da parte dei giocatori georgiani, secondo me non troppo giustificati, tra cui l’espulsione di Shengelia che secondo me tentava più che altro di accendere la gara per i propri compagni nel tentativo di rimontare, visto che delle volte sono scesi quasi a 20 punti di differenza.
Sicuramente per la Georgia ha giocato a sfavore il quinto fallo di Mamuk’elashvili che quindi l’ha tirato fuori dalla partita molto presto nel quarto quarto, e per noi un quasi perfetto Niang (MVP dell’incotroche in questo europeo sta davvero stupendo e che promette davvero bene per la stagione di Eurolega della Virtus Bologna ha dato i colpi finali che poi hanno fatto scegliere all’allenatore Georgiano di tirare fuori a tempo debito i giocatori migliori di che hanno chiuso la partita con qualche minuto di anticipo. Il risultato alla fine è stato 78-62, con i nostri giocatori che a differenza della prima sono entrati in campo decisamente più convinti
Cipro, la seconda gara in programma che ha previsto solo un inno nazionale cantato dal momento che è lo stesso per entrambi gli Stati era già soldato prima che io potessi acquistare i biglietti e quindi avevo previsto un paio di ore in centro città per fare un giro a piedi e vedere qualcosa e nel caso fare un merendina tipica.
In realtà, in compagnia dei miei nuovi amici triestini, conosciuti il giorno uno quasi per caso fuori dall’arena all’Intervallo, ci siamo recati nella fan zone al vecchio porto, dove in un’area allestita appositamente per EuroBasket trasmettevano su un grande schermo la partita in corso che abbiamo guardato quasi completamente, bevendoci una birra marca Keo, che viene prodotta proprio qui a Limassol/Cipro.
Il risultato finale è stato 69-96.
Io sono poi tornata da solo in palazzetto per assistere a Spagna Bosnia una partita che ancora una volta vista la prefazione della giornata uno risultava già essere importante soprattutto per la nazionale iberica, ma che in realtà è si è conclusa con una sonante sconfitta per i bosniaci che hanno giocato bene la prima parte, ma già prima dell’intervallo avevano quasi assolutamente lasciato andare.
Si è chiusa sul 88-67.
L’ultimo step è stata una celere tappa al Thymari, catena di risto mense che si trovano qui, in cui si ordinano dei piatti ma senza servizio al tavolo ne nulla. Prezzo come sempre molto buono, cibo gustoso e birra buona.
Solito giretto in bici, questa volta elettrica e poi a nanna.







Alcune side notes con cui chiudo questo articolo: sto sentendo parlare più russo che greco cipriota e sì, su certe cose si nota che questa città soffre un po’ per il nomadismo lavorativo e il volerla rendere molto moderna in poco tempo.
Di base è una cittadina un po’ brutta che ancora deve trovare la giusta mezza via tra nuovo e antico (più che altro rovinato), molto cara su certi aspetti e viceversa super economica su altri. Ci sono moltissimi turisti e per alcuni aspetti, soprattutto dei lavoratori che troviamo, sembra di stare dalle nostre parti.

Alla prossimaa!!

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