Tra circa una settimana avrà inizio la 42esima edizione di Eurobasket, che quest’anno vedrà l’Italia giocare la prima fase nel girone C di Limassol, a Cipro, accompagnati da Grecia, Spagna, Georgia, Bosnia ed Erzegovina e Cipro stessa.
E a breve quindi … in partenza anche noi!
Basket on the road parte per una nuova avventura, questa volta un’esperienza a sé tutta nuova e da scoprire giorno per giorno.
Viaggio che in realtà risulta essere già in partenza più travagliato di quello che mi sarebbe piaciuto: la fortuna non è spesso dalla nostra parte e quindi questa volta purtroppo niente accredito stampa per scorrazzare a bordo campo.
La FIBA non mi ha voluto graziare di questo regalo (per chi ha seguito online le avventure dalla Turchia a febbraio, ormai credo abbiano una mia foto con una grande X rossa sopra) ma ormai il biglietto aereo era tra le mie mani e l’idea delle ferie nella mia mente e dopo varie peripezie per cercare di raccattare qualche briciola, ci siamo arresi all’idea della visione dagli spalti.
Fortunatamente la CBF – Cyprus Basketball Federation – mi ha assicurato che il palazzetto è di dimensioni contenute e – cito – “riuscirò a fare belle foto e video da più o meno ogni posto a sedere io scelga”.
Ma non demordete, i nostri eroi tenteranno fino al possibile di avvicinarsi al parquet, e per tutto il resto potremmo fare affidamento al nostro compagno di viaggi apprezzato anche dalla FIBA – e quindi munito di accredito – Eugenio.
Questo articolo, di lunghezza ancora non stabilita mentre scrivo questa introduzione, nasce idealmente già qualche mese fa come preparazione a questa avventura che si programmava bella impegnativa, in positivo.
Visto poi il naturale svolgersi della faccenda ad ora vuole essere una intro al viaggio e anche una collezione di informazioni su quanto riguarda la storia culturale estremamente ricca ed interessante – e vicinissima a noi – di un Paese a cui spesso non pensiamo, ma anche un racconto della storia cestistica, con l’idea di proseguire con 1/2 piccoli articoli in live dagli Europei stessi sotto forma di riassunto partite-guida turistica-racconto dei nostri giorni ciprioti.
PS per leggere prima la parte cestistica scorrere un po’ più sotto

BREVE ISTORIA DI CIPRO
A livello di cultura e Storia l’isola spersa in mezzo al mediterraneo ci porta inevitabilmente indietro alla culla della civiltà.
Per quanto riguarda la geografia ci troviamo qualche chilometro al di sotto della Grecia e più precisamente abbracciati quasi totalmente dalle sponde sud della Turchia tra Antalya e Mersin, decisamente più vicini al Medio Oriente e ad una zona che oggi non gode proprio di tanta stima: ad est Siria, verso sud guardiamo da vicino il Libano e poi Israele e quello che resta di una ormai quasi totalmente rasa al suolo striscia di Gaza Palestinese.
Territorio europeo in cui si parla il cipriota, lingua neo ellenica, si viaggia con la carta d’identità e si paga in €, l’isola è però divisa in due, con una parte nord-est occupata dai Turchi che impongono quindi le proprie leggi e usanze. Nicosia, la capitale dell’isola, risente di questa divisione e in turco prende il nome di Lefkoşa; Limassol è la seconda città per popolazione dell’isola, situata nel sud ovest.

Le primissime tracce dell’uomo in loco risalgono al Neolitico, con le prime città fondate nell’Età del Bronzo verso la fine della quale arrivarono i Micenei, che a quanto pare diedero il nome all’isola.
Nel frattempo l’arrivo dei popoli del mare. Gli Ittiti e il commercio fervente del rame; le ceramiche Cretesi; l’organizzazione politica della Grecia del tempo, con le città stato che ritroviamo anche qui, e uno scambio culturale che tra mitologia e realtà vede i due popoli amalgamarsi sempre più.
Si seguono alcune fra le popolazioni antiche a noi più conosciute fin dai primi libri di Storia: Fenici, Assiri, tardo egizi, Persiani; di certo non poteva mancare uno come Alessandro Magno.
Una svolta importante in tutto questo susseguirsi di conquiste esterne e tentativi di riaffermare la propria identità si ha avvicinandosi all’anno 0. Mentre erano più che vivi gli scambi commerciali con due città fondamentali dell’epoca, come Alessandria ed Atene, la sempre più forte vicinanza con il mondo ellenico fa si che il vocabolario cipriota e la cultura fenicia vengano surclassati totalmente da quella greca, con uno sviluppo ulteriore della vita cittadina nell’isola (ho scoperto che fu fondata una certa Arsinoe, di cui non c’è molto che mi interessi ad ora se non che la traduzione/secondo nome è Crocolidopoli e a me pare bellissimo).
Dopodiché fu il “nostro” turno. Nel 58 aC Cipro divenne provincia romana tra i passaggi di Cleopatra e Marco Antonio, anche se probabilmente in uno dei peggiori momenti per via di cataclismi come terremoti e siccità. Però altra nota interessante, a quanto pare fu un territorio battuto da niente altri che meno che San Paolo nel tentativo di convertire al cristianesimo la popolazione.
Come territorio romano seguì le sorti del suo governo principale, ed ecco quindi che nella divisione tra i due imperi Cipro passa nelle mani di Costantinopoli.
Finalmente un periodo di 300 anni circa di pace grazie ad un accordo tra arabi e bizantini.
E qui la storia prende una piega molto interessante che ci porta in epoche più vicine a noi.
Nel 1185 Isacco Comneno, ultimo governatore di Cipro, con un colpo di stato si impadronisce del trono e chiude i porti ai crociati, almeno fino all’arrivo di uno dei personaggi più famosi della storia: Riccardo Cuor di Leone, che sbarca a Limassol quasi per caso nel 1191, qui si sposa con la moglie Berengaria (spagnola) e dopo qualche anno vende l’isola ai Templari. Governo di breve durata, tocca poi ai Franchi che istituiscono il Regno di Cipro e impongono fortemente la propria presenza da qui in avanti, facendo diventare il latino prima lingua, poi il Francese, lasciando il Greco sempre in secondo posto. Come di moda all’epoca nel frattempo i cristiani cominciano a perseguitare chiunque nell’isola non segua il loro credo, specificatamente istituendosi nella forma della Chiesa Maronita; con il passare del tempo le comunità cristiane vengono confluite nelle città costiere e a Nicosia, ma mantengono il potere politico sui greci ortodossi.
Un lungo periodo di stabilità precaria che vide il Regno di Cipro – ormai stato feudale – unirsi al Regno di Gerusalemme. Con la caduta di San Giovanni D’Acri (ISR) l’isola diviene un polo di prestigio per il commercio con Asia e Africa, e qui torniamo noi con le nostre repubbliche marinare, inizialmente Genova, non ben gradita, e poi noialtri, quelli con le navi con il leone d’oro.

Riccardo Cuor di Leone e Isacco Comneno..
Cipro, i veneziani e i turchi
Qui uno dei fun facts che più mi hanno stupito quando l’ho scoperto, ancora molto tempo prima di questa cosa degli Europei, in un momento di ricerche random online.
Venezia, di per sé, come Serenissima, non ha mai avuto regnanti donne e questo è ben noto e fonte di discussione.
Cipro però, una regnante donna l’ha avuta.
E non una regina qualsiasi, bensì l’unica regina Veneziana riconosciuta dalla Storia.
E ancora, non una veneziana qualsiasi, ma una con un cognome che fa già storia da sé: parliamo di Caterina Cornaro.
Discendente più o meno in linea del doge Marco Corner da parte di padre, l’approdo a Cipro in realtà non è così casuale, visto che la madre era invece di origini greco-francesi da parte dei Comneni tra Santorini e Milo, con qualche accenno alla Georgia.
Caterina nasce e cresce a Venezia nel 1454 proprio in quella Ca’ Corner che affaccia sul Canal Grande, e a 14 anni sposa per procura Giacomo II di Lusignano (FRA), Re di Cipro e Armenia, grazie ad uno zio bandito dall’isola veneta che si era stabilito qui.
Matrimonio che risultava favorevole da entrambe le parti, per i Veneziani voleva dire ancora maggior controllo sul mediterraneo, mentre per i ciprioti maggiore protezione militare verso parenti avvelenati e ottomani.
Caterina arrivò nell’isola solo nel 1472, dopo varie minacce veneziane poichè Giacomo sembrava interessato a trovare moglie in altri regni (tipo quello di Napoli) e temporeggiava.
Matrimonio che si svolse tra Famagosta e Nicosia durò di fatto solo un anno.
Nell’estate del 1473 Giacomo II muore mentre Caterina è incinta, e anche quando partorisce il diretto erede al trono il circolo di cipro non la lascia essere sovrana de facto, ingaggiando in lotte politiche contro la stessa Serenissima col favore di Ferdinando di Napoli e amici.
Tutto si conclude nel giro di un anno, il figlio Giacomo III muore infante e Caterina resta al governo dell’isola di Cipro, come regina, per quindici anni.
Poi tra 88 e 89 delle nuove congiure costrinsero la Serenissima a stringere di nuovo la pressione sull’isola, e questa volta anche sulla stessa Regina, che abdicò a favore della Repubblica, dopo qualche tentativo di resistenza, e tornò a Venezia vestita a lutto ma accolta con trionfi e reverenza.
Caterina si ritirò poi nelle campagne veneziane, come Signora di Asolo nell’omonimo castello che fece centro culturale e artistico, mantenne anche il titolo di Regina di – Cipro – Gerusalemme e Armenia, con poteri quasi al pari del doge, se non che era donna.
Nel 1570 ebbe inizio la Guerra di Cipro fra Serenissimi e Ottomani, con i veneziani che diedero vita alla Lega Santa appoggiata da Papato, Spagnoli e SRI; inizialmente persero Famagosta, poi vinsero la battaglia di Lepanto, ma un addio spagnolo (ritenevano ora Venezia invincibile) costrinse invece la Repubblica a firmare la resa e cedere l’isola in via definitiva all’Impero Ottomano che si insediò nel 1573 nella capitale Nicosia.
In “pace” fino al 1822, una grande parte di popolazione greco cipriota sostenne i tentativi della Grecia di rendersi indipendente dal regno Ottomano, cosa che nell’isola portò a stragi di vescovi e cittadini e la cancellazione di diverse cittadine dalla cartina geografica. La Grecia raggiunse l’indipendenza nel 1829, ma per Cipro questa operazione fu sempre ostacolata dagli ottomani.

Caterina Cornaro
Fino ai giorni nostri
Ancora una volta le sorti dell’isola cambiarono in conseguenza ad un altro episodio della Storia: nel 1869 venne inaugurato il Canale di Suez, e questo porta gli Inglesi ancora una volta ad interessarsi pericolosamente alle sorti cipriote, di cui riesce a riprendere il controllo dopo la sconfitta dei Turchi per mano dei Russi, firmando un accordo in segretezza nel 1878.
Cipro diventa quindi parte del Commonwealth nel 1925 con la disfatta finale dell’impero ottomano. Gli inglesi permisero la libertà di espressione alla popolazione cipriota, che per larga parte sognava ancora un’unione con la Grecia vista la cultura linguistica e religiosa in comune, creando il gruppo Enosis (unione), che però non prese mai il sopravvento sul governatorato britannico. Nel loro lungo vai e vieni i britannici hanno lasciato dietro alcune parti di loro, come la guida sull’altro lato e le prese elettriche.
Solo nel 1960, quindi proprio ieri mattina sul piano storico, Cipro conquistò finalmente la propria indipendenza, dovendo però ancora per molto tempo fare i conti con le divisioni interne tra greco-ciprioti e turco-ciprioti; in costituzione si impose che il vicepresidente e il 30% del parlamento dovessero essere di origini turche, ma questo non fu comunque sufficiente.
I Turchi, sbarcati nuovamente nell’isola dopo l’indipendenza, occuparono una buona parte del nord (la punta) da cacciando gli oppositori, dichiarandosi nel 1974 Repubblica Turca di Cipro del Nord.
Ancora ad oggi questa forma politica non è riconosciuta a livello internazionale da ONU e compagni, se non dalla Turchia stessa, ed è per questo che parliamo di occupazione.
Nicosia, la capitale di Cipro, ironicamente resta divisa in due ed è anche capitale turca, prendendo il nome di Lefkosa.
Fra le due zone c’è un territorio cuscinetto a gestione Nazioni Unite.
Fino al 2016 sono state portate proposte per l’unione dei due Stati, ma in tutti i casi gli accordi non sono andati a buon fine per ragioni di riconoscimenti che non aggradano né i turchi, né tanto meno la parte greca.

Cipro è un Paese dell’Unione Europea dal 2004, con l’uso dell’euro in vigore dal 2008. Molto colpita dalla crisi greca del 2012 ha quasi rischiato la bancarotta. Ora l’economia del paese punta più su turismo e terzo settore, soprattutto bancario e finanziario ancora una volta come polo di unione tra europa e asia.
L’isola di Cipro si estende su un’area geografica di 9500 km2, terza nel mediterraneo dopo Sicilia e Sardegna, in cui nella parte europea (59% del territorio) risiede una popolazione totale di quasi 2 milioni di abitanti. Al suo interno ci sono due basi militari che battono bandiera inglese e sono ancora parte della corona britannica.
Ad oggi come molti luoghi con una storia così simile, la Repubblica di Cipro si divide in zone anche per quanto riguarda il lato greco, di nostro interesse.
Luoghi con resti archeologici offrono la possibilità di vacanze alla riscoperta della storia, le alte scogliere e i campeggi alle estremità vertono invece su un pubblico più calmo e in cerca di relax, mentre in zone come Limassol, dove ci recheremo noi, sembra esserci un’offerta più giovane e in linea con molte capitali turistiche del mediterraneo.
La città di Limassol è la seconda per grandezza e densità abitativa con 101000 abitanti, si estende sul tratto costiero nel golfo di Akrotiri. Non esiste una data precisa di fondazione ma era un territorio vissuto fin dai tempi antichi; nata probabilmente per ultima rispetto alle città della zona, per un periodo si chiamò anche Neapolis (nuova città).
Importante polo durate tutto il medioevo, fu per alcuni tratti distrutta e lasciata in decadenza proprio dai veneziani.
Da quando i Turchi hanno invaso il nord dell’isola nel secolo scorso, Limassol si è sviluppata sempre più ed è il più importante centro portuale della zona greco-cipriota.
Ammodernata sempre più, ora sul lungo mare si innalzano grattacieli super moderni dalle forme particolari, e viene spesso definita da chi ci vive o si trasferisce “una Dubai europea”; ora importante polo turistico anche grazie alla vicinanza con diversi siti archeologici.

veduta di Limassol
STORIA DELLA PALLACANESTRO CIPRIOTA
Una federazione di moderna fondazione, se pensiamo alla FIP del 1920 ad esempio, che risale al 1966; ritardo – se così vogliamo chiamarlo – dato dal fatto che anche la storia della pallacanestro in veste cipriota segue di pari passo la storia politica del Paese.
Introdotto dai soldati e operatori inglesi di stanza nell’isola a metà del secolo scorso, si fa presto largo nelle grandi cittadine come Nicosia e Limassol, che creano delle leghe interne.
Dopo l’indipendenza anche la pallacanestro trova il tempo di riorganizzarsi e viene quindi fondata la Κυπριακή Ομοσπονδία Καλαθοοσφαίρισης (CBF), con lo scopo e la speranza di poter trasmettere il proprio orgoglio nazionale ad un livello globale. La federazione nei primi anni si occupa, oltre all’organizzazione di una lega nazionale, anche dello sviluppo della disciplina tentando di far avvicinare soprattutto i giovani, e di spingere perché Cipro riesca a partecipare in manifestazioni internazionali.
In questa fase le due squadre più forti furono la Digenis Morphou e il PAEEK di Kyrenia.
Con l’invasione Turca di Cipro del 1974, diretta conseguenza di un colpo di stato appoggiato dalla Grecia (dittatura dei colonnelli), anche l’assetto del campionato principale e i protagonisti di questa storia cambiano.
Le due squadre precedentemente nominate, entrambe situate nel nord dell’isola, scompaiono in conseguenza a questo evento.
L’invasione turca e il periodo di nuova instabilità in cui il paese si trova a vivere portano ad un periodo di difficoltà anche economiche, la cui conseguenza è un arresto dello sviluppo e della cura del panorama cestistico in tutta l’isola. Si continua a giocare, ma i problemi sono altri e quindi non si investe più nello sviluppo e nelle infrastrutture; non arrivano nemmeno più coach e giocatori dall’estero.
In questo anno la federazione riesce comunque ad entrare a far parte della FIBA.
Una nuova ondata di interesse si ha nel 1987 quando la Grecia vince il campionato europeo in casa, evento che i ciprioti – soprattutto i più giovani – si trovano a vivere quasi in prima persona visto la vicinanza linguistica e culturale, e che porta ad una rinnovata intenzione di vedere anche il proprio Paese poter competere ad un livello così alto.
Per quasi tutto il periodo degli anni 80 le partite dei campionati ciprioti venivano giocate all’aperto, e solo grazie alla nuova fase di appassionamento alla disciplina si procede alla costruzione di nuove arene in tutte le principali cittadine, dove ora si giocano anche partite di livello internazionale.
Oggi la CBF presenta diverse competizioni. Per quanto riguarda il basket maschile abbiamo tre leghe, la OPAP (serie A1) e la Divisione B1 e B2. C’è un torneo femminile, anche se di ridotte dimensioni con solo 6 squadre, che però prende sempre più piede.
Si gioca anche un campionato U-20 a cui partecipano le stesse squadre della massima serie.
In generale a Cipro si punta molto sullo sviluppo delle nuove leve, con tantissime accademie per bambini e giovani.
Interessante è la regola per l’acquisto di giocatori stranieri: ogni squadra può infatti averne 8, ma divisi in 4 non UE e 4 “giocatori Bosman” quindi europei.
Nella OPAP giocano 9 squadre, e solo le prime 4 giocano i playoff per il titolo.
La squadra con più titoli risiede proprio a Limassol e si tratta dell AEL, ma in città milita un secondo team, l’Apollon.
Negli ultimi anni le due squadre che continuano ad alternarsi alla vittoria della competizione sono AEK di Larnaca e il Kervanos di Strovolos, cittadina nella provincia di Nicosia.
Il team di più lunga data è l’Achilleas di Nicosia, fondato nel 1943.
Per quanto riguarda la partecipazione della nazionale cipriota a livello internazionale l’esordio si ha nel 1983, dove Cipro prova a giocarsi una pre qualificazione agli europei, perdendo 0-4.
Riescono poi a conquistare un posto nel Campionato per Stati di piccole dimensioni dagli anni ‘80 in poi, vincendo due argenti e due bronzi.
Partecipa costantemente anche ad Eurobasket versione “Small Countries of Europe”, competizione in cui viaggia ai massimi livelli, salendo a podio per ben 13 volte negli ultimi quarant’anni, di cui 9 volte al primo posto (la più recente nel 2017). Nel 2023, ultimo torneo giocato, sono arrivati nuovamente a vincere un bronzo.
Negli ultimi anni invece qualche gara di prequalifica dell’Europeo vero e proprio la nazionale cipriota è riuscita a vincerla, ma senza mai passare il turno.


EUROBASKET 2025
In questa edizione degli europei Cipro riuscirà finalmente a sfoggiare il proprio orgoglio nazionale nella massima competizione europea.
Scelta come meta per il girone C, le motivazioni si trovano in tutto ciò che abbiamo raccontato finora: un riconoscimento agli sforzi fatti in questi anni per lo sviluppo della disciplina, la voglia di mettersi in gioco ad alti livelli e gli investimenti economici ed infrastrutturali della federazione, guardando con un occhio anche al fattore turistico e culturale. La candidatura cipriota è arrivata nel 2021 e questo per l’intera nazione sarà l’evento di più grande portata realizzato finora.
Nel girone come citato ad inizio articolo abbiamo oltre ad Italia e ai padroni di casa anche: la Grecia, come paese partner; Spagna campione in carica guidata da Scariolo per l’ultima volta; la Georgia di Shengelia; una “new” entry di tutto rispetto come la Bosnia e Erzegovina di cui fa parte Dzanan Musa (che però non parteciperà ufficialmente a causa di un’operazione addominale d’urgenza), Nurkic dalla NBA e alcuni volti noti anche nel nostro campionato come Amar Alibegovic e Miralem Halilovic (Sassari).

Cosa aspettarsi?
Partiamo col dire che su un girone di 6 squadre passano le prime 4, e direi che possiamo affermare che l’Italbasket non avrà problemi a superare questo scoglio.
A mio parere la vera sfida sarà tra Bosnia e Georgia, con entrambe le squadre che partono pari merito e dipenderà più che altro da che giocatori riusciranno a schierare effettivamente e le energie raccolte in questi mesi di allenamenti.
Ad esempio per quanto ne esce dalle amichevoli finora, una grande favorita che era la Bosnia non se la sta passando per nulla bene con i giocatori principali fuori forma fisica e poca coesione trovata, dichiarazione arrivata direttamente dall’allenatore Beciragic qualche giorno fa. È arrivata la vittoria contro il Belgio a sbloccare un po’ la sorte, con la guida di Alibegovic.
Delle big finora la nostra squadra è l’unica ad essere imbattuta nelle amichevoli giocate nell’ultimo mese.
(non diro che abbiamo perso giusto ieri sera contro la Lettonia, sigh)
La Spagna è stata sconfitta andata e ritorno dalla Francia e persino dal Portogallo, new entry del torneo nel girone di A in Repubblica Ceca,, vincendo solo con questi ultimi; nei precedenti tornei la nazionale iberica sembra un po’ sottotono rispetto a ciò che ci ricordiamo, ma non vanno mai sottovalutati visto che l’ultimo trofeo lo hanno vinto partendo quasi da sfavoriti.
La Grecia, menomata per diverse partite di Giannis a causa di problemi burocratici con la squadra NBA e allenati da Spanoulis, ha battuto il Belgio e Montenegro e avuto anche già l’occasione di testare il palazzetto di Limassol perdendo contro la Serbia.
Noi abbiamo giocato anche nella scorsa edizione con la Grecia al primo turno, perdendo, ma resta una squadra che può avere alti e bassi; avremo la possibilità di testare subito la fattibilità nel torneo di Atene di questi giorni, e poi la gara ITA-GRE sarà quella di punta per il primo giorno di torneo – il 28/08 -, l’unica finora ad essere già quasi sold out.
Per quanto riguarda i padroni di casa, in ultimo, c’è da dire che nonostante i buoni propositi partono con le peggiori prospettive, non avendo probabilmente ancora una squadra in grado di competere a questi livelli.
Tranne un giocatore, Willis americano trapiantato in Grecia e in forza all’Aris, la nazionale sfoggia tutti giocatori autoctoni dell’isola, impegnati nel campionato nazionale.
Nelle amichevoli e nel torneo di qualificazione Cipro finora non ha vinto nemmeno una gara.
Detto ciò, gli animi restano ancora altissimi e hanno già lanciato la sfida alla Bosnia per la prima gara.

Direi che per ora sono state dette sufficienti parole, un dive-in sulla storia cipriota che per me è stato molto interessante da scrivere, e non vedo l’ora di vedere in prima persona.
Tutto il resto – pallacanestro soprattutto – sarà da scoprire in compagnia a partire da giovedì 28.
Ci sentiamo presto direttamente dal caldo cipriota!
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